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18 maggio 2012

Riflessione intorno ai portali dedicati all’handmade

Questo post nasce da una canzoncina che qualche tempo fa mi è venuta in mente, leggendo dell’ennesimo nuovo portale dedicato all’handmade…

“Oh quanti bei portali, madama Doré, oh quanti bei portali? Son tutti dedicati alle creazioni handmade e pensano di fare affari!”

Leggendo la notizia ho avvertito una punta di fastidio. Confesso che comincio ad esser stufa di questi siti che spuntano come funghi.

ETSY, lo conoscete tutti. Sono sei o sette anni che è sul mercato e si è costruito una solida reputazione. Le basi del portale sono negli Stati Uniti ma, ovviamente, esistono anche un Etsy Europe e, per molte nazioni (tra cui anche l'Italia), un team creativo di riferimento. Fino a un paio di anni fa, nel nostro paese, non esisteva assolutamente nulla di equiparabile. E continua a NON esserci. Nonostante la nascita di Misshobby, Artesanum, Blomming, Babirussa e via elencando.

Ignoro se altri portali siano pronti ad aprire fra breve, ma siccome da un po' di tempo ho notato questo fiorire di siti e-commerce dedicati esclusivamente (o quasi) al fatto a mano, mi chiedo pubblicamente ( perché, tra me e me, è da un po' che lo faccio) come mai?

Qual' è la ragione di questo affollamento in una nicchia di mercato quale è l'handmade?

La risposta sembra abbastanza ovvia: hanno fiutato l’ "affare". Frotte di creative che non vedono l'ora di mettere in vendita i loro manufatti e che spesso sono sprovvedute, digiune di marketing e amministrazione, e che si fanno guidare dal desiderio (legittimo) di far fruttare le loro creazioni e dal fatto che questi portali o non fanno pagare nulla per caricare gli oggetti da vendere o si prendono una piccolissima percentuale sulle vendite. Però, di solito, questi siti fanno incetta di venditori, ma gli acquirenti dove sono? Nessun tipo di pubblicità (eccetto l'affollatissimo facebook, dove ognuna di noi può promuoversi benissimo da sola e l’eccezione di BLOMMING al quale una  rivista ha dedicato un articolo), nessuna inserzione su portali generalisti, carta stampata o TV.

Dunque, i potenziali acquirenti dove e come dovrebbero venire a conoscenza di questi meravigliosi aggregatori di creazioni handmade?

Ecco, questa è LA DOMANDA che io rivolgo a chi gestisce tutti questi siti. Perché io, personalmente, sono stufa di cantarmela e suonarmela insieme a voi altre.

Vorrei che si riuscisse a coinvolgere realmente chi l'handmade non sa nemmeno cosa sia, che si riuscisse a interessarlo, a fargli fare un salto sui portali dedicati perché possa vedere (e capire) di che si tratta...

Certo, poi, il portale deve essere curato, offrire foto degne di esser guardate, una navigazione veloce e sicura, diventare un punto di riferimento... Ma è così? A tutt'oggi proprio no! E dunque mi domando perché continuino a spuntare come funghi nonostante quelli esistenti siano pieni di lacune? Per cercare di compensarle, quelle lacune? Non credo che sia così perché chi arriva dopo, spesso propone la stessa minestra riscaldata dei suoi predecessori e non aggiunge niente di nuovo (e funzionante) al già conosciuto. E allora? Perché mettersi sul mercato? Per affondare subito dopo, come accadde circa un anno fa con un portale di cui non ricordo il nome, il quale, dopo un trionfale ingresso sul web e su facebook e a distanza di una sola settimana, vedendo che non aveva raggiunto il numero di fan prefissati, ha chiuso baracca e burattini lamentandosi del fatto che non avevamo apprezzato gli sforzi del suo team per aiutarci a farci conoscere come creative (se qualcuna si ricorda il nome me lo faccia sapere perché sono giorni che mi ci arrovello!) ?

Vi elenco di seguito i portali italiani di cui sono a conoscenza (e basta un click sul loro logo per andare a fargli una visita). Sentitevi libere di segnalarmi quelli che mi sono sfuggiti :-)

 

artesanum  babirussablommingdecoboutiqueartigianauti

misshobby

ulaola

Spero commentiate in tante perché sono, come sempre e sinceramente, interessata alla vostra opinione. A che punto siete della vostra vita di creative/venditrici sul web? Entusiaste, titubanti, disilluse? Aspetto di leggervi!

Vannalisa

46 commenti:

  1. non mi sono mai iscritta a nessuno di questi portali perchè effettivamente non si fanno conoscere da nessuno, tranne che da noi addette ai lavori e come dici tu ce la cantiamo e suoniamo da sole....vorrei avere una reale possibilità più concreta...ma non vedo nulla...ho mandato alcune foto dei miei lavori a Chiaraconsiglia...ma nulla di nuovo...Lory

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  2. Conosco poco il sito di cui parli ma, se non sbaglio, è un portale dedicato alla creatività che, più che portare un po' di visite al tuo blog, altro non fa. Starebbe poi a te fare in modo di "concretizzare" l'interesse che susciti, trasformandolo in "affari" :-)

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  3. A quanto pare sono tra le prime a commentare per dirti che sono d'accordo con te.
    Io personalmente sono su due di questi portali perchè, un bel giorno mi dissi: "Per quale santo motivo, visti i tempi che corrono, non posso rientrare in uno pseudo mercato con le cosette che creo? Scoprii MH che, x un certo periodo, ho schifato col cuore perchè stanca di leggere le lamentele delle molte misshobbine. Infatti in quel periodo ho conosciuto Artesanum, (che apprezzo di più e che mi da più soddisfazioni) e, allo stesso tempo invitai tutte le Misshobbine insoddisfatte a guardare altrove, nuovi orizzonti... della serie: "Se non vi sta bene come funzionano le cose lì... chi vi trattiene?!!" Sembrerò brusca ma lo sono dopo che anche io, come altre, mi sono spesa per fare pubblicità gratuita ed ho inviato richieste al portale senza risultati positivi. A quanto pare solo ora stanno cominciando ad attivarsi. Intanto devi vedere come son puntuali e precisi quando devono scalarti i soldini dal conto!!!
    Tanti portali come tanti funghi dopo la pioggia!
    Tante opportunità (chiamiamole così!)per noi tutti da prendere con molta filosofia.
    Tanti portali che, però, non riescono a pubblicizzarsi come si deve, almeno per rendere un servizio completo a chi si iscrive come me. L'invito sarebbe proprio questo: tanta pubblicità anche sulle riviste specializzate in design, moda e non solo hobbistica.
    Altrimenti noi ce la suoniamo e noi ce la cantiamo... io espongo, ed io stessa compro da altre perchè apprezzo e capisco!
    Scusami per il commento lunghissimo. Ci voleva!
    Saluti, JhOBbyes

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  4. Sono d'accordo con te e per questo motivo, dopo un'iniziale euforia su Etsy, non ho più venduto nulla online...alla fine mi spingeva solo il desiderio di "regolarizzare" le mie vendite, ma poi mi sono resa conto che basta anche un mercatino per risolvere il problema.
    Questi siti sono conosciuti solo a chi è già nell'ambiente...vorrei proprio vedere se c'è davvero tutto questo ritorno economico.

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  5. Tra le "misshobbyne" che hanno guardato nuovi orizzonti ci sono anch'io. E ho aperto un negozio su Etsy, che secondo me ha enormi potenzialità purché gli si dedichi l'impegno che merita. Praticamente come un lavoro a tempo pieno, che prevede la messa a punto di una strategia dei prezzi, di marketing, di promozione a tutto tondo... E credo che poche di noi possano/sappiano farlo.. Io, per esempio, attualmente non ho il tempo di dedicarmici come vorrei e lo shop langue ma vedo che alcuni che sono costantemente al lavoro dei risultati li ottengono... Poi c'è da dire che non tutte siamo delle creatrici eccezionali e che se non vendiamo nulla può anche essere colpa nostra, eh... Un po' di sana autocritica ci vuole pure ;-)

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  6. Io ho iniziato con MH ma sono fuggita, poi su artesanum e sono ancora lì, ho provato anche Blomming, babirussa ed ora Ulaola, in nessuno di questi ho mai venduto!!! Colpa del tempo che non posso dedicare al negozietto, colpa che magari non piace quello che faccio ma dico soprattutto colpa a questi siti che di pubblicità ne fanno pochissima o nulla, forse tranne ulaola che tra cartelloni,radio italia e stampa almeno un pò si muove. La cosa che mi turba è il fatto che alla fine di "fatto a mano" ce ne è poco o niente e mi infastidisce il dover pagare ogni cosa, foto, vendita ecc..da subito...a quanto sono costretta a vendere il mio fatto a mano per pagare loro??
    Scusami per l'intrusione ti leggo sempre ma finora non ho mai commentato. Un abbraccio

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  7. Ciao vannalisa...come non commentare questo post...le domande che ti poni tu se lo sono chieste anche un gruppo di creative che aveva messo on-line un sito di creazioni fatto a mano, ma ideato e gestito dalle creative stesse....bhè, il risultato non è stato dei migliori, mancava la pubblicità, come scrivi anche tu molti venditori ma pochissimi acquirenti...quindi come sempre mi affido alla mia unica certezza...artesanum...lì da quando ho aperto ho sempre venduto e comprato, poi ultimamente noto che sta migliorando tantissimo. Purtroppo per quanto riguarda MH non mi ha mai tentato l'idea di provarci, nonostante ci compro tantissimo materiale, trovo che ci sia troppe cose buttate lì tanto per....certe foto sono inguardabili e, a mio modesto parere tutto questo va anche a discapito di chi cura tutto nei minimi dettagli, cosa che non succede su artesanum dove, nonostante il portale sia gratuito, tutto è curato nei minimi dettagli. Mi piacerebbe un sacco provare Etsy, perchè lo trovo il migliore, poi molto apprezzato in tutto il mondo. Scusa il commento lunghissimo!!! A presto Elisa

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  8. Tranquilla, Elisa! Mi piace leggere le vostre opinioni :-)
    @ Daniela Palermo: hai ragione, bisogna pagare tutto ma se vuoi entrare nel business devi essere disposta a sborsare del tuo. Il fatto è che spesso noi non vogliamo rischiare nulla e cerchiamo di fare tutto "gratis" ma se se ne vuol fare il nostro mestiere occorre investire... E non solo pagando i portali, ma facendo promozione, pubblicità e soprattutto studiando e approfondendo i vari aspetti legati all'attività artigiana. Molte di noi non sanno nemmeno come è fatta una ricevuta, per esempio... o come calcolare il prezzo delle proprie creazioni...

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  9. Che belli i tuoi post!
    Io ho iniziato molto titubante su artesanum, poi ho fatto una piccola(issima..) prova su misshobby ma poi ho preso il coraggio a quattro mani e sono entrata su etsy. Le differenze sono notevoli, almeno su etsy si "capisce" che ci gira tante gente e poi i team sono un bell'aiuto, ma etsy è enorme e con standard molto alti. Bisogna dedicarci tanto (tanto tanto) tempo per pubblicizzarsi all'interno e tentare di farsi conoscere, ma non solo! Bisogna imparare a fare foto belle, a valorizzare il proprio lavoro e a dare i prezzi correttamente. Che dire, c'è molto da imparare e non sono ancora arrivata al punto di fare bilanci, di sicuro sto imparando tanto!
    Certo concordo con te sull'autocritica.. c'è gente moooolto brava, gente brava, poi media, così così, etc..
    Con non molta modestia (che su etsy impari a non avere ;P) dico che mi metto nella fascia medio-alta, riconosco che c'è gente molto più brava, ma mi pare di non essere male, e questo (credo) anche perchè ho investito (tempo e soldi) in corsi specifici per imparare tecniche particolari.

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  10. Anche io sono iscritta a due di questi siti ma con scarsissimi risultati,anche perchè come dici tu anche avendo tempo non saprei cosa fare per rendere più visibili le mie inserzioni.
    Andrebbero veramenre curati di più(veramente certe foto fanno pena) e pubblicizzati nelle riviste!

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  11. Io non sono interessata a mettere in vendita le mie creazioni (le poche che riesco a fare), ma il tuo post l'ho letto con molto interesse. Ed in effetti hai ragione! Ma credo manchi anche una cultura del compra hand-made. Io per prima, giuro, a volte non ci penso nemmeno.... mi riduco all'ultimo momento per un regalo (che non faccio io) e compero un po' a caso. Direi che serve una strategia e tanta pubblicità.

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  12. Ciao Vannalisa, io sono su diversi portali ma l'unico che mi dà diverse soddisfazioni è Artesanum praticamente tutti i contatti li ho avuti da lì. Sono anche su misshobby, babirussa e un'altro ceh non ricordo il nome ma non ho mai avuto contatti per cui sto valutando di eliminarli!!!
    A presto
    Lisa

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  13. Ciao Uanna,
    ho letto interessatissima tutti i commenti.Anche io ho fatto personalmente una piccola indagine pubblicando le mie "creature" in tre diverse piattaforme con i seguenti risultati (in circa 1 anno e mezzo):
    Misshobby: 1 vendita
    Artesanum: 7 vendite
    Babirussa: 17 vendite
    La mia conclusione è quindi che: Misshobby: inutile
    Artesanum: buona piattaforma, con continue newsletters e buona pubblicità sui social ma il fatto di non avere un "carrello" rende le transazioni più lente
    Babirussa:quasi del tutto inesistente a livello di pubblicità, ancora pochi utenti e oggetti pubblicati non proprio di buona fattura...forse è per questo che io lì ho venduto maggiormente (?)Bah...

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  14. Mah, Giorgia mia, le dinamiche di vendita alla fine non sono il terzo segreto di Fatima ;-) Probabilmente, se analizzi bene la questione ti renderai conto del perché hai venduto più su Babirussa che non sugli altri portali...Forse, hai "promosso" il tuo negozio più su Babirussa che su Artesanum, o appunto, quest'ultimo, carrello-sprovvisto, ha spinto i potenziali acquirenti su Babirussa, dove avrebbero evitato di perdere tempo nel contattarti... ;-)
    @ Cristina C.: che non esista una cultura handmade in Italia è risaputo, infatti io ne parlo come di una nicchia (piccolissima) di mercato, perché quello è... Ma la cultura dell'artigianato non si può divulgare se non ci si investe in termini di preparazione, promozione e pubblicità, oltre che da parte nostra (è ovvio) anche da parte dei portali che vendono handmade... La pubblicità è l'anima del commercio e mai luogo comune è stato più azzeccato... Se continuiamo a comprare e vendere tra noi non avremo sbocco...

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  15. Bella e lucida analisi la tua Vannalisa, purtroppo è proprio così, in Italia facciamo sempre un po' tutto a "pizza e fichi" e invece di fare cose ragionate e poi continuare a lavorarci sopra ci areniamo.
    Secondo me tra quelli che hai analizzato solo due hanno più potenzialità ma il problema è che dopo un ottimo inizio si sono fermati quasi completamente.

    Aggiungo che su etsy sono stati anche gli utenti più affezionati a mettersi in gioco e a rimboccarsi le maniche in prima persona per aiutare a farlo crescere e a farlo diventare quello che è oggi, in Italia ci sono due ostacoli per bissare la cosa: la diffidenza (sia da parte dei venditori che da parte dei gestori) e la poca voglia di condividere e di aiutare altri ad avere successo.

    Resta lìulteriore problema della cattiva percezione che anbbiamo del "fatto a mano" ma questo è un po' colpa dei pregiudizi e dell'ignoranza e anche colpa della poca professionalità di chi crea, come di cevi tu ci vorrebbe un po' di sana autocritica e di serietà anche dalla nostra parte...

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  16. io avevo iniziato su artesanum, ma ho abbandonato il negozio.
    quand'è arrivato blomming mi sembrava una buona idea il fatto che si potesse avere il negozio direttamente su facebbok e mi sono buttata lì da circa 3 mesi...a tutt'oggi non ho venduto una cippa di nulla! :(
    secondo me davvero ce la suoniamo e cantiamo da sole, non c'è un pubblico di non "addetti ai lavori", non esiste pubblicità, secondo me blomming e compagnia bella li conoscono solo chi ha i negozi lì!

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  17. Ciao :) Interessante questo post! Lo segnalo al mio team su Etsy.
    Io ho iniziato con Etsy, circa due anni e mezzo fa, e lì sono rimasta. Non ho mai provato altre piattaforme perché non volevo disperdere le energie e come strategia ha pagato.
    Etsy fa tantissima pubblicità negli Stati Uniti e la maggior quantità di acquirenti è proprio statunitense. Come altre hanno già scritto, ci si deve impegnare davvero tanto per raggiungere buoni risultati. Quando ho periodi in cui non posso creare o stare dietro al negozio, le vendite calano. Molte persone sono riuscite a trovare la strada giusta (e anche l'idea giusta) e fanno centinaia se non migliaia di vendite l'anno! Molte sono riuscite a regolarizzarsi e vendere su Etsy è diventato il loro lavoro. Altre hanno iniziato su Etsy, poi hanno aperto botteghe reali in Italia.
    Come Etsy Italia Team ci stiamo impegnando moltissimo per cercare di emergere nel marasma di Etsy e allo stesso tempo per pubblicizzarci e farci conoscere in Italia, diffondendo l'amore per l'handmade. E' vero, In Italia purtroppo il fatto a mano è ritenuto ancora un "lavoretto", un "passatempo" mentre fuori Italia è valutato moltissimo, tanto che nell'ultimo mese c'è stata una rivolta dei venditori contro Etsy e contro i rivenditori di oggetti non fatti a mano e forse (speriamo) Il CEO di Etsy farà qualcosa per regolare il problema. Per lo meno ci hanno ascoltato :/

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  18. Santa donna, condivido tutto!! E da quando ho riaperto il mio negozio su Etsy ho capito che la cosa indispensabile è impegnarsi in prima persona sulla pubblicità a sulla qualità perchè questi portali offrono solo un servizio (e infatti avevo chiuso con Etsy perchè non mi ci potevo dedicare come volevo e col senno di poi pubblicavo anche oggetti così così..) Ti dico anche la mia su Babirussa, mi piace come portale e come lo gestiscono, ha di unico la pagina che raccoglie gli eventi creativi in Italia e rimane per adesso il negozio che pubblicizzo di più sul blog e su cui ho fatto più vendite, è ancora poco conosciuto purtroppo e cercando sempre nuove creazioni che mi piacciono da sponsorizzare sul blog purtroppo vedo ancora la bassa qualità di foto e descrizioni, cosa che con Etsy non succede perchè lì con una foto buia e sfuocata non esisti..su Misshobby mettiamoci una bella pietra sopra e via..riassumo che per me su tutti questi siti dovrà prima o poi uscirne uno che riassume tutte le doti di un portale dell'handmade e potrebbe sì diventare l'etsy italiano, ma solo se lo vorranno gli amministratori, non solo chi pubblica le proprie cose! ciao ciao!

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  19. Post molto interessante e riflessione su cui io stessa mi sono ritrovata spesso a ragionare...

    Concordo con gran parte delle cose che sono già state dette.

    La questione è sempre la stessa: differenziarsi. Credo che finché non ci sarà nulla (o quasi) di differente rispetto a ciò che in giro già esiste, sarà pressoché inutile.

    Io stessa non mi sono mai iscritta ad altri portali, credo che Etsy ad oggi sia il migliore. Direi l'unico sul quale valga davvero la pena investire tempo, energie e soldi.

    E' sicuramente consigliato concentrarsi su uno spazio unico e dare il meglio in quello che disperdere tempo e soldi.

    L'handmade in Italia sta crescendo e, seppure a passo di formica, un pò alla volta se ne stanno accorgendo anche i "non addetti ai lavori". Ed Etsy, questo già l'ha capito... credo che nel tempo si muoverà sempre più in direzione dei "nuovi mercati" ampliando le sezioni ed opzioni ad esse dedicate...

    Anche per questa sua "lungimiranza" sono convinta che, almeno per ora, sia l'unico su cui abbia senso concentrarsi e 'investire' :)

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  20. Io attendo..non mi sento ancora pronta per cominciare a vendere, però mi interesso a proposito x cui grazie x avere tirato in ballo questo argomento! ciao Ilaria

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  21. Fioriscono le piattaforme così come fioriscono le menti creative, il che è un bene ma anche un male: come altri commenti sopra hanno già sottolineato, spesso sellers poco professionali contribuiscono negativamente all'immagine dell'handmade (non fraintendetemi: parlo di professionalità come modo di porsi e modo di fare, che si traduce in cura e qualità sia nell'esecuzione sia nell'esposizione del prodotto, il che ci può essere sia perchè lo si fa di professione, sia perchè si è apprendisti e lo si è imparato "a scuola", sia perchè ci si è rimboccati le maniche e da autodidatti si sono colmati tutti i vuoti con forza di volontà, mille tentativi ed infinito impegno, imparando da soli e sbagliando sulla propria pelle).

    Etsy è ad oggi la scelta più sicura ed azzeccata per svariati motivi:
    -è una realtà consolidata
    -è il secondo sito di e-commerce AL MONDO dopo ebay

    Ma per il mercato italiano ci sono non poche pecche:
    -E' un lavoro a tempo pieno, di marketing soprattutto: tra lo studiare come apparire nei primi posti nei motori di ricerca, blog, social network, chiavi di ricerca su etsy... bisogna starci dietro a tempo pieno, non esistono vacanze.
    -Non è ancora stato tradotto in italiano; anche se gli admin hanno già chiesto collaborazione ai team italiani e si sono dimostrati interessati in tal senso "Etsy Italia" non esiste ancora
    -Si tratta di e-commerce, settore con cui gli americani hanno molta dimestichezza, gli italiani molto meno
    -E' noto sì, ma perchè ha sollecitato i team a creare eventi e pubblicizzare, ed essendo i team fatti di venditori, quindi direttamente interessati a far pubblicità, questi si sono in tal senso impegnati a far crescere la piattaforma. Non so quanto si pubblicizzi da solo e quanto venga invece dai team, anche se è vero che ora è una realtà talmente consolidata che sono i giornalisti ad andare dagli admin e non il contrario.

    Bisogna educare la clientela italiana alla cultura dell'artigianato, e anche un po' alla vendita online. Ma soprattutto sulla prima c'è molto lavoro da fare, e deve partire anche dalla qualità dei lavori proposti e dalla professionalità di chi li vende, indipendentemente che si trovi dietro un pc, dietro una bancarella o dentro un negozio con il suo nome sull'insegna.

    Se mi concedete una frase un po' provocatoria, non ci si può improvvisare artigiani.

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  22. Concordo con voi Mairi, Helena e Irene. Consiglio vivamente anch'io di investire solo su Etsy. Non per niente tengo aperto lì il mio shop (in attesa di tempi migliori in cui mi ci potrò dedicare a tempo pieno), essendo l'unico portale che promuove l'handmade concretamente. Il fatto è che essendo in inglese (e noi italiani scarsamente portati per le lingue) esistono delle difficoltà oggettive per chi l'inglese non lo conosce. Speriamo che presto sia disponibile anche una versione italiana (così come già esiste per la Francia e, se non sbaglio, per la Germania)... :-)

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  23. Pauline, concordo pienamente anche con te! Spesso effettivamente chi si spaccia per artigiano, artigiano non è. E poi, un'altra discriminante sta nel creare cose originali (e belle)piuttosto che riprodurre idee di altri.... E di questi ultimi il web (e il mondo) è pieno. Francamente, i portali handmade credo che possano fare a meno del creativo/a di turno che riproduce Hello Kitty su borse e oggetti per la casa... Quando manca l'elemento dell'originalità si rischia di mettersi in competizione con i cinesi (con tutto il rispetto a loro dovuto, eh!)...

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  24. Vannalisa, concordo e aggiungo: bisogna esser bravi anche anche per fare i falsari :P
    Come si diceva giusto qualche giorno fa tramite forum con altri membri del tema italiano su Etsy, sul web il copiare è all'ordine del giorno ma è anche molto triste.

    Più che di originalità io parlerei di proprio stile: ci si crea la propria nicchia quando le persone comprano da noi perchè quegli oggetti li abbiamo prodotti noi. Possiamo anche fare lavorazioni tradizionali (e in questo caso più che l'inventiva c'è il recupero dei vecchi mestieri e delle antiche tradizioni, che è diverso ma non meno importante: l'Artigianato è fatto di futuro e di passato), magari non inventiamo nulla di nuovo, ma le facciamo mettendoci del nostro.

    Un artigiano, dal mio punto di vista, può avere grandi idee o può essere un eccellente esecutore, ma in entrambi i casi avrà stile personale, la sua firma, quel qualcosa per cui a vedere un oggetto si può dire "è suo". Se poi oltre alle idee innovative le sai anche eseguire egregiamente... beh, è l'apoteosi a cui tutti aspirano :P

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  25. Sono assolutamente d'accordo con Irene. Anche se ho sperimentato poche piattaforme Etsy é sicuramente la migliore!
    E questo credo sia perché richiede un livello di impegno, costanza, consapevolezza e cura molto alti. Ció crea una sorta di "selezione naturale" tra gli iscritti, solo chi é davvero motivato va avanti, e le soddisfazioni arrivano!
    Un altro elemento che differenzia molto questo mercato sono le reti di supporto che si stanno realizzando tra creativi, sia per quanto concerne l'organizzazione di un proprio business, informazioni legali, sia per la realizzazione di mercatini e festival in cui l'handmade viene promosso e considerato seriamente, non soltanto un hobby!

    Da poco sono stata contattata da un altro portale, si chiama lovvi.it, non mi sono ancora informata bene, se qualcuno sa di piú condivida!

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  26. @PeutFeutre: mai sentito... qual è l'indirizzo?

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  27. @Pauline errata corridge: si chiama Lovli, l'indirizzo é www.lovli.it credo siano in fase di start up

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  28. posto il mio commehto senza leggere gli interventi delle altre,q uindi se ci sono ripetizioni scusatemi...
    volevo solo dirti che sono d'accordo al 100% conq uello che scrivi! è una cosa che avevo notato anche io da qualche mese a questa parte e mi infastidisce molto! perchè in tutti gli altri paesi ci sono movimenti handmade seri e invece qui in Italia NULLa, sempre la solita mediocrità!

    prima sul forum del team di etsy ho scritto proprio questo, prima di poter leggere il tuo articolo, e abbiamo detto proprio le stesse cose :

    "credo che ci siano così tanti portali perchè purtroppo in Italia l'handmade fatto da sprovveduti è visto solo ed esclusivamente come un modo per fare soldi , senza un minimo di professionalità e passione...quindi un po' come succede per i mercatini in Italia, anche sto siti sono rganizzati per lo più da gente con scarso gusto estetico e che non ne capisce nulla di handmade (almeno nell'accezione moderna del termine ) e che semplicemente fiutano l'affare pensando che ci sono un sacco di disperati che vogliono vendere le loro improbabili creazioni."

    E' una cosa che ho notato anche con i mercatini...stanno spuntando come funghi, e il solo intento è quello di spillare soldi alle ragazzine che partecipano e che magar hanno cominciato ad accostarsi al mondo dell'handmade da un paio di mesi etc..
    organizzazione pessima, nessuna selezione della location e degli espositori, scarsa publicizzazione dell'evento (salvo poi chiederti tipo 100 euro per 4 ore di mercatino)

    E credo che questo sia anche dovuto al fatto che in Italia il movimento handmade non viaggia a pari passo con l'ambiente del design, della grafica etc...ma noi "indie designer" siamo sempre guardati dall'alto in basso da chi invece proviene da questi settori..
    mentre in altre parti come l'America e l'Australia, non è affatto così , c'è molta collaborazione tra i vari ambienti e vengono considerati aventi pari dignità.
    Quindi, basta, davvero...cerchiamo di creare qualcosa di serio anche qui in Italia!!

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  29. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  30. scusate l'italiano sgrammaticato del commento, ma c'era mia mamma che mentre scrivevo mi distraeva ehehe

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  31. Finalmente un'altra creativa che la pensa come me! Non ho letto i commenti sopra il mio, ma volevo comunque portare la mia esperienza. Attualmente ho un negozio su Etsy che, per questioni personali (lavoro, famiglia, ecc.) non curo molto, per cui non ho vendite da una vita. Etsy è una grande opportunità se ti ci dedichi con costanza ed impegno, dal momento che ha un bacino di utenza mondiale! Ho aperto un negozio su Blomming solo per diversificare, mentre sono stata una delle prime ad aderire a MissHobby ed anche una delle prime ad abbandonarlo a sè stesso. Lo staff di MH è pessimo, poichè non fa nessun tipo di pubblicità e il portale ha un sacco di pecche che, nonostante le ripetute segnalazioni, non sono mai state risolte. Un portale senza futuro!
    Rimango dell'opinione che Etsy sia l'unico punto di riferimento, ma anch'esso deve un po' ritornare alle origini, ovvero bando ai resellers e a tutto quello che non sia handmade o strettamente connesso ad esso (ad es. le supplies!). Io ho aderito alla protesta che il 10 Maggio c'è stata nei confronti di Etsy. Non so che effetti possa aver avuto, ma per lo meno proviamo a farci sentire.

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  32. Vado subito a visitare qusto lovli.it ma comunque noto che siamo tutte scontente di ciò che (non) avviene in Italia. Dovremmo creare un movimento handmade pronto a portare avanti le nostre istanze!

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  33. Vannalisa io ci sto!
    Sta cosa l adico da una vita ...
    :/

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  34. Ciao Vannalisa, rieccomi! Ho letto tutto d'un fiato il tuo post. Sono domande che mi son posta anch'io piu' e piu' volte in questi mesi, e credo di essere giunta ad una conclusione: qualunque sia il portale (Etsy compreso) per vendere bisogna farsi autopromozione perche' i siti in questione non sono interessati a venirci incontro in questo senso. Per quanto riguarda il discorso della valorizzazione del lavoro di artigianato, credo che Artesanum sia il portale che lo promuova maggiormente, anche attraverso la sua rivista e le interviste ai creativi, Etsy al contrario si sta riempiendo sempre piu' di cineserie varie, e questo non mi garba... ;)

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  35. Erika, dò per scontato che ognuna di noi debba autopromuoversi, molto meno il fatto che questi portali non siano interessati a farlo... Se sono portali dedicati all'handmade e il cui obiettivo è vendere DEVONO essere interessati a pubblicizzarsi... Non devono pubblicizzare NOI nello specifico ma SE STESSI come "aggregatori" di prodotti artigianali di qualità e cercare di raggiungere i potenziali clienti lì dove si presume siano e indurli a visitare e comprare! Altrimenti, Etsy e compagnia bella perché starebbero sul web?

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  36. ciao vannalisa ho letto attentamente alcuni commenti.... e ti dirò che io non ci sono in molti siti che hai elencato perchè tanto vedo che è fatica in qualunque sito dover vendere io mi faccio molta pubblicità su facebook ma è una gran fatica vendere.... io ho venduto poco.... e cmq io ho provato a pubblicare anche sul sito subito.it ma non è servito a niente..... io lo so bene che faccio delle creazioni troooppo semplici e non sfarzose come molte vorrebbero.... io daltronde faccio le creazioni con quello che ho dato che non sto lavorando e non posso permettermi tanto materiale....e cambiando ancora argomento io ho un blog e anche li faccio tanta fatica a farmi vedere da tante altre ragazze.... quindi è proprio una grande fatica potersi pubblicizzare...

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  37. Daniela, sì, costa tanta fatica... Le cose facili non portano da nessuna parte, in genere... Però, se si crede in ciò che si fa e si studia e approfondisce ciò che ci appassiona, sono sicura che da qualche parte si arriva. Non demordere!

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  38. Vannalisa!Ciao!Sono Francesca Magicafrancy!Il sito di cui parli era UFUNDI!Per il resto,hai completamente ragione!Tanto che a me è venuta la mosca al naso e tra questi problemi e quelli fiscali,ho piantato tutto...un domani chissà...

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  39. Ciao Francesca!!! Sì, Ufundi, grazie! Ma non piantare tutto, dai... se continuiamo noi, puoi continuamente continuare anche tu ;-)

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  40. io credo che tra i tanti etsy sia quello che negli anni si sia fatto conoscere di più e, da quello che vedo, è anche quello su cui anche i "non addetti ai lavori" comprano volentieri :)

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  41. Ciao Vannalisa
    concordo su quello che ti chiedi.
    in effetti anche io mi sono chiesta come mai continuino a spuntare come funghi!
    etsy è un punto di riferimento, anche perchè chi vende su etsy cura molto la fotografia del prodotto... alle volte vado a girare e curiosare per il puro gusto di farlo!
    se invece andiamo su misshobby :| troviamo le foto fatte coi cellulari!!
    è vero, tutte abbiamo iniziato e tutte abbiamo iniziato da zero, sia per quanto riguarda la manualità che per la cura delle foto.
    però foto brutte fanno abbassare la qualità del portale.
    Io cerco di auto-promuovermi, chiacchero, partecipo ad eventi e vendite e pubblicizzo il mio sito.
    anche io però sono su artesanum e su blomming... perchè? perchè non costa nulla e la vedo come una vetrina in più!
    però non capisco perchè questi portali non si facciano pubblicità... non è loro interesse vendere???

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  42. Già, pare che non sia loro interesse vendere... O meglio, lo scopo è quello, ma probabilmente partono con capitali piuttosto scarsi sperando che la pubblicità gliela facciamo solo noi...E, inizialmente, potrebbe anche bastare se offrissero un sito curato (belle foto, front page con oggetti selezionati), efficiente (veloce, facile da usare, veloce), pronto a supportarci(mettendoci a disposizioni programmi di gestione del nostro negozio facili e intuitivi, brochure in pdf da scaricare per promuovere il sito e il nostro negozio), ma non è così...Ultimamente poi, alcuni di questi portali (per esempio Blomming), ospita la vendita di oggetti non handmade, che ne fanno un sito di vendita "generalista", senza una particolare identità, per cui chi è realmente interessato al fatto a mano rimane spiazzato e di sicuro non ne fa un punto di riferimento per i propri acquisti... Lo dicono tutti i guru del marketing: bisogna conoscere il proprio cliente-tipo per rivolgersi a lui con promozioni che possano interessarlo ma questi portali sembrano non saperlo oppure, per loro, gli unici clienti da "accalappiare" siamo noi venditori!

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  43. ma alla fine non conviene vendere direttamente sul proprio blog!?... magari aprendo una pagina/vetrina con tutti i prodotti, e aprire una fan page su FB!!! niente altro. Tilli

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  44. Tilli, a parte il fatto che per vendere devi essere fiscalmente e contributivamente in regola, sia su Etsy ma ancor di più sul proprio blog (ed è un discorso lungo e complesso che magari affronterò in un altro post), se "vendi" sul tuo blog devi sbatterti comunque di più per farti conoscere e contattare i potenziali clienti (e non è per niente facile, è un lavoro e come tale va trattato). Ognuna poi sceglie come regolarsi ma essendo l'articolo dedicato a questi portali mi sono limitata a constatare che non funzionano e che dovrebbero fare da aggregatori e fornirti dei servizi (anche quindi pubblicità e eventi promozionali) in cambio delle commissioni che gli paghi! :-)

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  45. Ciao! Grazie per questo post, l'ho trovato molto interessante! Per adesso sto ancora sperimentando, non sono pronta per la vendita, ma è importante iniziare a farsi un'opinione su questo mondo! Magari più in là proverò con qualche mercatino, per vedere se le mie cose possono o meno piacere e avere un mercato. Certo aprire un negozio, se pur virtuale, richiede un sacco di tempo, temo che non ce la farei, lavoro tutto il giorno e mi riduco a creare di notte! Ma come fate a conciliare tutto??? :-)

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  46. Ciao!
    Sono d'accordissimo con te sul fatto che tutti questi siti spuntati come funghi non attecchiscano perchè i soli ad iscriversi sono i creativi.
    Poi sicuramente non aiuta il fatto che questi siti non abbiano tariffe e robe del genere, perchè a quel punto ci si catapultano in tanti senza neanche pensarci troppo sù e senza neanche fare un minimo sforzo per migliorare le cose!

    Tra tutti i siti che hai elencato, io ho provato misshobby ma l'ho abbandonato presto perchè ho appunto capito che i soli iscritti erano lì per vendere e non per comprare... e ho capito che anche gli altri sono così!
    Putroppo la gente spera di vendere senza uscire un centesimo, e secondo me il fatto di pagare per un servizio è utilissimo invece! Perchè, sapendo che stai pagando per mettere in vendita, è normale che fai di tutto per metterti in bella mostra il + possibile.

    Su Etsy sono ancora iscritta e vendo. Certo, non vendo come se avessi un negozio in città, ma è anche vero che non pago un affitto, le bollette della luce e del telefono, tasse e controtasse e altre spese che avresti con un negozio reale! Faccio magari un paio di vendite al mese, ma su etsy c'è tanta concorrenza e quindi mi può anche andare bene così (perchè le mie creazioni le faccio a tempo perso, per rilassarmi... e se ci guadagno qualcosa, perchè no? ma non la considero la mia principale fonte di guadagno!)

    Devo dire però che etsy va molto seguito, non si può sperare di vendere semplicemente "buttando lì le proprie creazioni": bisogna farsi pubblicità attraverso i vari team, le treasuries, prendendo contatti e anche comprando roba d'altri (cosa che faccio spesso! perchè il fatto che io sia una creativa, non significa certo che non debba comprare cose fatte da altri! c'è in giro tanta gente + brava di me!)

    E poi sono importantissime le fotografie, che devono essere ben fatte e pulite, senza bisogno di chiamare un fotografo professionista! Ok, io sono una maniaca della fotografia e faccio da me (e anzi, devo dire che in realtà le foto per etsy le scatto pure male e velocemente... ma sempre pulite!) ma ho diverse volte dato consigli fotografici a diversa gente italiana su etsy! Si può fare benissimo da sè se ci si impegna...

    Ma soprattutto, tenere il negozio sempre pieno, almeno la prima pagina piena! Perchè alla gente piace curiosare... se andassi in giro per negozi nella tua città, entreresti mai in un negozio con una vetrina brutta, spoglia o troppo confusionaria? ;)

    Comunque c'è anche da dire che, purtroppo, in Italia l'handmade esiste praticamente solo come hobby da praticare, non come qualcosa da acquistare... manca la cultura proprio! :(

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Dimmi cosa ne pensi. E grazie, grazie, grazie!

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