Negli anni, ho imparato che l’unico amore incondizionato e duraturo è quello dei tuoi genitori. Nel momento in cui ti mettono al mondo, si crea un legame tale che, qualsiasi cosa dovesse mai accadere, niente potrà scalfirlo. Io non amo particolarmente le varie feste della mamma, del papà, di San Valentino e bla bla bla. Se avete letto questo mio post, l’avrete già intuito.
Però, un grazie alla mia mamma (e anche al mio papà che, purtroppo, non c’è più) sento di volerglielo dire. Per tutto quello che hanno fatto per me, per tutto quello che mi hanno dato, per tutto quello che mi hanno insegnato. E non è poco.
Questa nota (intercettata su Facebook) descrive bene il concetto dell’amore genitoriale:
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:
"Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro. Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro. Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro. Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro. Per aver preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro. Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro. Totale: 9 Euro".
La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
"Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro. Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro. Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro. Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro. Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro. Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro. Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro".
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato".
Ecco: l’amore di una madre sta tutto lì, in quel conteggio finale pari a zero. E l’amore di un figlio sta nel riconoscere e capire il valore di questo dono ed esserne grato.
Vabbé, comunque non volevo fare un post “strappalacrime”… E, quindi, mi riprendo postando questo biglietto (formato A5) che, ovviamente, potrete utilizzare per l’imminente festa della vostra genitrice ma che, altrettanto chiaramente, potrete utilizzare in qualsiasi altra occasione. A voi la scelta.
E auguri anche a chi, tra voi, è mamma e presenterà sempre, ai propri figli, un “conto” pari a zero!
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