Care, sono in partenza!
Domani andrò a Botricello (una località vicino Catanzaro), ospite di un agriturismo da favola che spero mi faccia passare due giorni all’altezza delle aspettative! Il tempo dovrebbe mantenersi bello e ho già preparato la valigia: un trolley minuscolo nel quale ho stipato, in due nano-secondi, tutto il necessario per quattro persone, quattro! Ah, l’arte di “incuneare”, stratificare, arrotolare, appiattire i vestiti andrebbe insegnata a scuola!
E voi? Sarete a casa o in giro? Approfitto di questo post per farvi gli auguri: che possiate essere, oggi e sempre, felici come una Pasqua! ;-)
E poi, finalmente, inauguro la “rubrica domenicale”, intitolata Appunti e spunti, di cui ho scritto in questo post, che vuole essere un’occasione per chiacchierare tra noi e conoscerci un po’ meglio, al di là delle nostre creazioni.
Con quale argomento comincio? Un argomento che, spero, avrà su di voi lo stesso effetto che una “madeleine” intinta nel tè ebbe per Marcel Proust: far venire a galla qualche ricordo perduto, sopito, incagliato sul fondo della vostra memoria …
Raccontatemi, se vi va, com’erano le vostre vacanze pasquali, da bambine.
Io, per esempio, ne ho un ricordo indelebile.
Riemergono dalla memoria …
… il profumo dei prati in fiore, le distese infinite di papaveri rossi (e la parte centrale del fiore, che premuta sulla mano, lasciava un’impronta a forma di stella!), le “campanelline”, dei fiori dalla corolla gialla, di cui succhiavamo il gambo (e il gusto era amarognolo ma buonissimo)…
… lo zaino in spalla e via, a piedi, su per le colline dei dintorni. Alla ricerca di un prato che potesse accogliere i nostri schiamazzi, i nostri giochi con l’immancabile palla e le schitarrate in cui, inevitabilmente, si finiva per cantare Baglioni e Bella ciao!
… le prime magliette a maniche corte della stagione, che“liberavano” le braccia per offrirle al tepore del sole!
… il pranzo: a volte un panino, a volte le lasagne, ma sempre, e sottolineo sempre, le uova. Sode, a decine, perché tutti potessimo mangiarne.
… i dolci di Pasqua, “i cudduraci”, con le loro forme naif (la farfalla, il fiore, il pesce, il cuore) con dentro altre uova sode da mangiare …
… le persone: amici e parenti, uomini e donne ormai fatti, che magari non incontro più da anni, ma che rimarranno per sempre compagni di quel tempo sospeso tra l’infanzia e l’adolescenza, quando tutto è in divenire, quando tutto è ancora possibile …
La Pasqua, per me, è sempre stata una primavera del cuore…
E per voi, invece? Che ricordo ne avete?
Intingete la “madeleine” nel tè dei vostri ricordi e riportateli a galla, sulla superficie di queste vacanze di Pasqua che,forse, sono ormai diverse da quelle di bambina o forse no. Fatelo qui, insieme a me … :-)
GRAZIE!